Posted by: arescredit | Novembre 13, 2007

Agevolazioni della Camera di commercio di Milano per le Pmi

Favorire le realtà locali in crescita grazie all’abbattimento dei costi di finanziamento e di leasing: nel quadro delle proprie iniziative istituzionali la Camera di Commercio promuove uno stanziamento complessivo di 1 milione di euro per ridurre i tassi di interesse di 1.5 punti per tutte le piccole e medie imprese e di 2 punti per le imprese giovani, a partecipazione femminile o di recente costituzione.
Il bando:“Iniziativa a sostegno delle piccole e medie imprese della provincia di Milano per la realizzazione di programmi di investimento” prevede un’agevolazione su finanziamenti bancari o contratti di leasing di durata dai 36 ai 60 mesi e di un importo tra i 13.000 e i 300.000 euro. Il finanziamento e i contratti di leasing dovranno inoltre essere garantiti da uno dei Consorzi e delle Cooperative Fidi.

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Posted by: arescredit | Novembre 13, 2007

MUTUI: svolta sulla portabilità

 Buon passo in avanti per i consumatori: il Comitato esecutivo dell’Abi ha, infatti, approvato le procedure definite insieme alle associazioni dei consumatori sulla portabilità e la rinegoziazione dei mutui. L’Abi raccomanderà dunque ai propri soci che i costi della portabilità vengano assunti dalle banche subentranti, il che significa accollarsi l’eventuale penale, i costi del trasferimento dell’ipoteca e dell’attivazione del nuovo mutuo. La decisione dell’Abi raccoglie così la richiesta dell’Adiconsum e delle altre associazioni dei consumatori, di osservare lo spirito della legge 40 (Bersani 2), che vuole l’assenza di costi a carico del consumatore. Ora la palla passa alle banche: speriamo che gli Istituti recepiscano in modo positivo l’invito dell’Abi, senza ulteriori resistenze, il tutto per una maggiore concorrenza del mercato e soprattutto per una maggiore tutela del consumatore.

Via | http://www.finanzautile.org
22.11.2007

Posted by: arescredit | Novembre 13, 2007

Banche, almeno fino al 2009 addio crescita utili a doppia cifra

di Francesco Di Marco

Sono finiti gli anni dei progressi a doppia cifra per le banche italiane e il futuro non si preannuncia facile, almeno sino al 2009. Intanto, a fine anno, l’utile netto del settore dovrebbe aumentare di appena lo 0,2 per cento. Questa la stima contenuta nel rapporto previsionale sui bilanci bancari, diffuso da Prometeia. L’associazione, tra le maggiori società italiane di consulenza e ricerca economica e finanziaria, immagina un futuro prossimo in cui ci saranno meno mutui e più credito al consumo nel mix degli impieghi alle famiglie.
Di fondo, si intravede nel prossimo triennio un marcato rallentamento della crescita del risultato di gestione degli istituti (+5,6% medio atteso nel triennio 2007-2009 rispetto al +12% del 2004-2006). Attesa anche un’interruzione della tendenza alla crescita del Roe delle banche, stimato al 9,9% nel 2007 dopo l’11,6% nel 2006 e «con effetti di contenimento anche nel 2008». Solo nel 2009 si dovrebbe assistere a una crescita degli utili che riporterà il Roe al 9,8 per cento.
In futuro, osservano da Prometeia, per le banche conterà sempre più la capacità di aumentare le quantità in un contesto di riduzione dei margini. E la banca dovrà far ricorso meno alla leva e alla finanza e più all’intermediazione: un effetto neanche troppo indiretto del panico provocato in estate dai mutui subprime. Alla luce di questa osservazione, assumono ancora più senso le aggregazioni bancarie degli ultimo anno e mezzo, cui si è aggiunta, da ultima, Mps dopo Intesa-Sanpaolo e Unicredit-Capitalia. Che devono produrre, sempre più in fretta, vantaggi nella crescita delle masse e nella riduzione dei costi grazie alle economie di scala.

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